Il singolo, che anticipa l’uscita del nuovo album, prevista per il prossimo autunno, è già in vetta alla classifica dei singoli più acquistati su iTunes. La band ha dedicato ai fan un video con una piccola introduzione e la voce di Giuliano Sangiorgi che intona il nuovo brano “Sei tu la mia città”

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“Finalmente possiamo urlarlo insieme: Sei tu la mia città”. I Negramaro annunciano così l’arrivo del primo singolo estratto dall’album in uscita il prossimo autunno. E lo annunciano sui social con una piccola introduzione e la voce di Giuliano Sangiorgi che intona il nuovo brano, “Sei tu la mia città”. Da tempo la band, una tra le italiane più amate, lavorava al disco lasciando indizi sui vari social ai milioni di fan. E oggi, venerdì 24 aprile, finalmente l’attesa è finita e il brano disponibile su iTunes, dove i Negramaro, in pochissimo tempo, hanno già conquistato la vetta dei singoli più acquistati.

“Come state, bentrovati, anzi ovunque vi troviate, qualunque sia la vostra città, siamo tutti qui in una stanza per una sorpresa per voi. Ci abbiamo messo un po’ di tempo però abbiamo preparato una cosa che non vedevamo l’ora di farvi sentire ed oggi qui vi diamo un’anteprima, in questa stanza, tutti i Negramaro, tutti insieme, per voi”. Queste le parole che segnano il ritorno di Giuliano, Lele, Ermanno, Danilo, Andrea e Pupillo che con questo regalo dedicato a tutti i loro fan anticipano la versione acustica del brano.

“Sei tu la mia città” è stata scritta da Giuliano Sangiorgi e nasce da una lunga esperienza internazionale che ha ‘piacevolmente costretto’ la band a viaggiare e registrare tra New York, Nashville, Londra e Madrid, ma senza dimenticare la Puglia, per loro fonte inesauribile d’ispirazione.

Ecco i primi versi che i Negramaro hanno regalato ai fan: “La strada si aggroviglia nei tuoi capelli/i lampioni che esplodono come fanali nei tuoi occhi/hai il cuore che sa di asfalto e di preghiere. Le case che aprono le gambe agli sconosciuti/le chiese sono bocche di donne coi fucili appesi/le fabbriche sono vecchi indiani che fanno segni/il fumo porta via con sé gli ultimi giorni/nascondimi dagli altri/son troppo comodi i tuoi denti/e sputami poi fuori”. E ancora: “Sei tu la mia città che mi spaventa quando è sera/e mi addormenta la mattina/mi ricorda di esser tanti/uno solo in mezzo a tanti/quando hai voglia di sentire addosso il brivido degli altri/perché tu sei la mia città/ Sei tu la mia città”