stuprata indiana

È stato sospeso a New Delhi il servizio di taxi online Uber in seguito all’arresto di un tassista accusato di stupro. A riferire della drammatica vicenda è un tweet del canale televisivo Ndtv. In sostanza, una donna all’uscita di un appuntamento mondano il venerdì scorso, aveva contattato il servizio online tramite la sua app. Ma mai poteva immaginare quello che le sarebbe successo. Il tassista, già arrestato tre anni fa per molestie sessuali, una volta che la giovane 26enne indiana gli comunica la destinazione desiderata, inizia a molestarla ed abusare di lei sessualmente, e sul taxi stesso. Dopo la denuncia e il recupero dell’auto dove è avvenuto lo stupro, la polizia indiana ha messo le manette ai polsi del sospettato. Anche Uber adesso sta partecipando alle indagini, ma secondo alcune fonti potrebbe essere perseguitata penalmente per non aver verificato i precedenti del tassista. L’uomo infatti era stato ingaggiato dal noto servizio online solo sei mesi fa e senza un’adeguata selezione. Inoltre, secondo quanto riferito da Madhur Verma, vice commissario della polizia della capitale indiana, la compagnia non aveva ancora i permessi necessari per poter operare a New Delhi. “Quanto accaduto è orrendo”, ha detto l’amministratore delegato della compagnia che gestisce l’app, Travis Kalanick. “Siamo vicini alla vittima di questo crimine. Faremo qualsiasi cosa per sostenerla e aiutare la sua famiglia, collaborare con la giustizia e con il governo per mettere a punto chiare procedure di controllo oggi assenti nelle licenze di trasporto”.

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